ArtPhotò

Fotografie che non hanno cambiato il mondo

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KRZYSZTOF MILLER
Storia di un fotoreporter polacco
a cura di Tiziana Bonomo


INAUGURAZIONE MOSTRA
"Fotografie che non hanno cambiato il mondo"
Dove Spazio Eventa, Via dei Mille 42, Torino
Quando giovedì 14 marzo 2019 ore 18,30/21.30
Durata dal 15 marzo al 9 aprile 2019
Patrocinio Consolato Generale di Polonia di Milano
Orari
Martedì/venerdì h. 15.00 - 19.00
Sabato 16 marzo h. 10.00 - 16.00
Ingresso Libero

CONFERENZA
"Krzysztof Miller: storia di un fotoreporter polacco"
Dove Palazzo Cisterna
Quando mercoledì 20 marzo 2019 ore 18,00
Patrocinio Città di Torino e Consolato Generale di Polonia di Milano
Relatori
Luigi Geninazzi giornalista esperto sulla storia e sullacultura polacca
Ulrico Leiss de Leimburg console onorario di Polonia a Torino
Anna Ziarkowska del Museo di Storia di Varsavia
Sergio Ramazzotti fotoreporter dell'agenzia Parallelo Zero

more: Comunicato_stampa_Miller.pdf (1.28 MB)

Viaggio senza ritorno

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DOMENICO QUIRICO
Viaggio senza ritorno

“Come regista non mi interessava fare un documentario su Domenico Quirico.
Mi interessava piuttosto mettere lo spettatore nella condizione di essere colpito
dalle sue parole e penetrato dal suo sguardo, obbligarlo ad affrontare Quirico e
magari spingersi a immaginare il proprio viaggio senza ritorno"

documentario di Paolo Gonella

QUANDO
Martedì 26 febbraio
ore 21.00

DOVE
MNC - Cinema Massimo
Sala Cabiria
Via Verdi 18, Torino

INTERVENTI
Paolo Gonella
Domenico Quirico
Paolo Manera
Marco Zatterin

INFO E CONTATTI
email info@artphotobonomo.it
telefono 3357815940

more: invito_artphoto_quirico.pdf (0.82 MB)

Incontro "Rivoluzioni" con Ivo Saglietti e Domenico Quirico

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Continua il dialogo tra chi scrive e chi fotografa, tra la parola e l’immagine.
Domenico Quirico ha accettato di condurre per ArtPhotò una serie di incontri sui temi che più lo rendono noto al grande pubblico come giornalista, narratore della sofferenza umana, esperto conoscitore di guerre e conflitti di tutto il vicino e medio oriente e dell’Africa con la migrazione. La sua convincente scrittura a confronto con quella altrettanto efficace di alcuni grandi fotoreporter. Fa da trait d’union nei confronti di fotografi che hanno fatto e fanno grande la storia del foto-reportage.
Dopo Ferdinando Scianna prosegue il racconto con un maestro del reportage, un testimone silente, audace, sempre presente in fatti che hanno rivoluzionato la Storia,uno straordinario, umano fotoreporter: Ivo Saglietti. È già conosciuto da molti di voi ma in questo contesto il tema dell’incontro è più incisivo che mai: RIVOLUZIONI!

IVO SAGLIETTI
È tra i pochi fotografi italiani ad avere vinto per ben tre volte un premio al World Press Photo. Nei primi anni Settanta Ivo Saglietti (Tolone, 1948) inizia a lavorare in Italia come regista, realizzando documentari su temi sociali. Dal 1978 si dedica esclusivamente alla fotografia di reportage, documentando le realtà sociali e politiche più critiche in diverse aree del mondo: Nicaragua, Cuba, Cile, Libano, Palestina, Colombia, Haiti, Uganda, Tanzania, Benin, Macedonia, Marocco, Kosovo, Uzbekistan, Nigeria. Tra i suoi progetti più importanti ricordiamo quello realizzato in Cile tra il 1986 e il 1988, durante l’ultimo periodo della dittatura di Pinochet. All’inizio degli anni Novanta, Saglietti è in America Latina, in occasione dei cinquecento anni dalla scoperta dell’America, per una nuova ricerca dalla quale nasce la mostra Fotografie dal Nuovo Mondo. Nel 2004 inizia a lavorare a The Big Three, un progetto sulle tre grandi malattie endemiche – tubercolosi, malaria, AIDS – che ancora oggi colpiscono soprattutto i paesi più poveri del mondo.
Nel 2000 diventa membro dell’agenzia tedesca Zeitenspiegel e nel 2005 dell’agenzia Prospect.
Ha pubblicato ed esibito il suo lavoro in tutto il mondo e nel corso della sua lunga carriera ha ricevuto molti prestigiosi riconoscimenti, tra cui il World Press Photo, il premio Enzo Baldoni e il premio Chatwin Occhio Assoluto. Lavora con Zeitenspiegel, un’agenzia tedesca nata 30 anni fa dalla visione del fotografo Uli Rheihardt.

DOMENICO QUIRICO
E’ giornalista de La Stampa, responsabile degli esteri, corrispondente da Parigi e ora inviato. Ha seguito in particolare tutte le vicende africane degli ultimi venti anni dalla Somalia al Congo, dal Ruanda alla primavera araba. Nell'agosto 2011 è stato rapito in Libia e liberato dopo due giorni. Il 9 aprile 2013, mentre si trovava in Siria come inviato di guerra, di lui si perde ogni traccia. La prima notizia del suo rapimento giunge il 6 giugno quando viene diffusa la notizia che Quirico è ancora vivo. Viene infine liberato l'8 settembre 2013, dopo 5 mesi di sequestro, grazie ad un intervento dello Stato Italiano e infine riportato a casa. È stato 22 ore in mare, gomito a gomito con 113 ragazzi tunisini stipati in una barca di 10 metri. Tutto per raccontare, «nella maniera più onesta possibile», l’odissea di questi giovani. «Siamo abituati ai silenzi di Domenico, che si ripetono quasi in ogni suo viaggio, tanto che l’ultima volta che era stato in Mali non lo avevamo sentito per sei giorni. Fanno parte del suo modo di muoversi e di lavorare... La sua strategia è viaggiare da solo, tenendo un profilo bassissimo e mimetizzandosi tra le popolazioni» (Mario Calabresi). Ha vinto nel 2018 il Premio Terzani per la letteratura, nel 2017 il Premio per la letteratura Albatros, i premi giornalistici Cutuli e Premiolino, nel 2013, il prestigioso Premio Indro Montanelli. Ha scritto quattro saggi storici per Mondadori: Adua, Squadrone bianco, Generali, Naja e Primavera Araba per Bollati Boringhieri. Presso Neri Pozza ha pubblicato: Ombre dal fondo, Esodo. Storia del nuovo millennio, Il Grande Califfato, Il paese del male e Gli Ultimi: la magnifica storia dei vinti. Ha scritto con Laterza: Succede ad Aleppo.

more: Rivoluzioni_txt_2.pdf (125.33 KB)

Mostra "Ospiti beilòt, guest, wageni, hôte" di Gianni Oliva

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FOTOGRAFIE DI GIANNI OLIVA
A CURA DI TIZIANA BONOMO
Inaugurazione
Dove Castello Francesetti di Mezzenile, a Mezzenile (Torino)
Quando 20 luglio 2018, h. 19-22
Durata e Orari Dal 21 al 29 luglio 2018, h.9.00-12.00/15.00-18.00, ingresso libero
All’inaugurazione sarà presente il giornalista Domenico Quirico.

BIOGRAFIA
Gianni Oliva (Torino 1964)
Attualmente vive e lavora a Torino. Fotografo da sempre, ha iniziato con Beniamino Antonello che negli anni ‘80 lavorava con l’agenzia Armando Testa. Ha iniziato così anche Oliva a lavorare per campagne pubblicitarie, per prestigiosi marchi di società italiane e internazionali, per aziende, gallerie e per importanti riviste italiane e straniere. Nel tempo il fascino di altri paesi e situazioni ha preso il sopravvento e lo sguardo di Gianni Oliva si è sempre più rivolte alle persone, alle donne, agli uomini con culture e storie antiche. Un mestiere, quello del fotografo che lo spinge a ricercare e a viaggiare in tutto il mondo. Dai maestri come Dorothea Lange, Jean Loup Sieff, Steve Mc Curry e Natchway apprende l’arte del ritratto e nel ritratto si concentra.
Tante le immagini scattate in Lituania (anni 2008), in India (2014/15), in Patagonia (2017), a Cuba (2015) che hanno generato mostre ed esposizioni in gallerie e musei. Ritratti che rappresentano “la verità del momento”. Gianni Oliva è da scoprire leggendo nel colore inebriante delle sue immagini così come nel bianco e nero metafisico, quasi surreale di un mondo che fluttua nella ricerca perenne di una verità in continua mutazione.
Nel 2015 è stato il vincitore di "Photissima art prize" con l'opera "Siauliai, la collina delle croci" , nel 2016/17 ha esposto in tre personali : "Siauliai" evento organizzato in occasione di Photofestival a Milano e con il patrocinio dell'Ambasciata della Repubblica Lituana in Italia (spazio made4art milano). "Displayed works" mostra realizzata per Artissima off a Torino. "Indian frames" evento realizzato con il patrocinio dell' ambasciata indiana nella repubblica italiana a Milano (spazio made4art) - Photofestival 2017.

Domenico Quirico
E’ giornalista de La Stampa, responsabile degli esteri, corrispondente da Parigi e ora inviato. Ha seguito in particolare tutte le vicende africane degli ultimi venti anni dalla Somalia al Congo, dal Ruanda alla primavera araba. Nell'agosto 2011 è stato rapito in Libia e liberato dopo due giorni. Il 9 aprile 2013, mentre si trovava in Siria come inviato di guerra, di lui si perde ogni traccia. La prima notizia del suo rapimento giunge il 6 giugno quando viene diffusa la notizia che Quirico è ancora vivo. Viene infine liberato l'8 settembre 2013, dopo 5 mesi di sequestro, grazie ad un intervento dello Stato Italiano e infine riportato a casa.
È stato 22 ore in mare, gomito a gomito con 113 ragazzi tunisini stipati in una barca di 10 metri. Tutto per raccontare, «nella maniera più onesta possibile», l’odissea di questi giovani. «Siamo abituati ai silenzi di Domenico, che si ripetono quasi in ogni suo viaggio, tanto che l’ultima volta che era stato in Mali non lo avevamo sentito per sei giorni. Fanno parte del suo modo di muoversi e di lavorare... La sua strategia è viaggiare da solo, tenendo un profilo bassissimo e mimetizzandosi tra le popolazioni» (Mario Calabresi). Ha vinto i premi giornalistici Cutuli e Premiolino, nel 2013, il prestigioso Premio Indro Montanelli, nel 2017 il Premio per la letteratura Albatros, nel 2018 il Premio Terzani per la letteratura. Ha scritto quattro saggi storici per Mondadori: Adua, Squadrone bianco, Generali, Naja e Primavera Araba per Bollati Boringhieri. Presso Neri Pozza ha pubblicato: Ombre dal fondo, Esodo. Storia del nuovo millennio, Il Grande Califfato, Il paese del male e Gli Ultimi: la magnifica storia dei vinti. Ha scritto con Laterza Succede ad Aleppo.


more: COMUNICATO_STAMPA_Ospiti_12luglio2018.pdf (7.29 MB)

Incontro sui "Festival di Fotografia_Persuasivi esempi italiani" con Lorenza Bravetta e Alberto Prina

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“Festival di Fotografia” Persuasivi esempi italiani
ArtPhotò dialoga con Alberto Prina e Lorenza Bravetta

16 MAGGIO 2018 H.18.30 SPAZIO SPACENOMORE
PALAZZO GRANERI DELLA ROCCIA -VIA BOGINO 9 – TORINO - INTERNO CORTILE
All’incontro partecipano due relatori d’eccezione Alberto Prina, in qualità di coordinatore del Festival della Fotografia Etica di Lodi e Lorenza Bravetta , consigliere del Ministro Franceschini, per affrontare il tema del ruolo e del contributo che hanno oggi i festival nella valorizzazione della fotografia. Il festival di Lodi, ormai riconosciuto a livello internazionale, si contraddistingue dagli altri festival per mettere in evidenza la fotografia come strumento di sensibilizzazione su tematiche sociali, antropologiche e ambientali, in grado di parlare alla gente proprio con l’immediatezza tipica del linguaggio fotografico. Significativa l’esperienza di Lorenza Bravetta come portatrice di suggestioni provenienti da alcune delle più interessanti realtà nazionali e internazionali per mettere a fuoco la vera identità di un festival. Quindi quali requisiti deve avere un festival per essere considerato tale? Quale capacità può avere un festival nel saper far rete con il sistema della fotografia e della cultura? Come trovare occasioni per integrare sempre di più il nostro Paese, proprio sotto il profilo culturale, con il sistema Europa, attirando competenze ed energie presenti in altri paesi e favorendo così una più larga circolazione delle idee e della crescita della fotografia?

ALBERTO PRINA
Alberto Prina da ieri ha intrapreso la professione fotografica, ma è un fotografo da sempre.
Pensando alla filosofia e con la fotografia in testa, si laurea in fisica fino a quando non potrà più rimandare. Fondatore del Gruppo Fotografico Progetto Immagine, ha ideato e coordina il Festival della Fotografia Etica dalla sua prima edizione. Lavora come fotografo di reportage e fotogiornalista sviluppando progetti complessi nel campo della comunicazione fotografica, multimedia e fotografia collaborativa.
Docente di fotografia organizza corsi e workshop sulla fotografia di racconto e sulle tecniche digitali e di post produzione. www.mrpraina.com.

LORENZA BRAVETTA
Lorenza Bravetta è, da gennaio 2017, presso il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Consigliere del Ministro Dario Franceschini per la valorizzazione del patrimonio fotografico nazionale, con il compito di approfondire tematiche legate alla tutela e alla promozione della fotografia italiana, in dialogo con altre esperienze internazionali. Ha ideato, avviato e, da gennaio 2015 a settembre 2016, diretto a Torino Camera – Centro italiano per la Fotografia. Una struttura nata per dotare l’Italia di un Centro dedicato alla fotografia e all’immagine come forma di linguaggio, di documentazione e di espressione artistica. Dal 2011 al 2014, Lorenza Bravetta è stata a Parigi direttore di Magnum Photos per l’Europa Continentale, dopo un percorso in seno all’agenzia iniziato nel 1998.

Questo e altro durante l’incontro del 16 maggio accompagnato naturalmente dalla visione di immagini di grandi fotografi. Nell’ambito della prima edizione di Fo.To, fotografi Torino.

Installazione Fotografica "Opening People" di Emanuele Pensavalle

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INAUGURAZIONE EVENTO FOTOGRAFICO “OPENING PEOPLE”
Dove Palazzo Graneri della Roccia, Via Bogino 9, Torino Interno cortile
Quando 3 maggio 2018, ore 18.30
Durata e Orari dal 4 al 15 maggio, lun - ven, 10 - 13 / 15 – 19 e su appuntamento - ingresso libero
Contatti ArtPhotò - info@artphotobonomo.it - cell. +39 335 7815940
Fotografie ©Emanuele Pensavalle In allegato le foto

COMUNICATO STAMPA
Opening People è il titolo di un progetto fotografico, di una mostra e di un catalogo dedicato al mondo dell’arte torinese.

Opening People è un evento che vede coinvolto un personaggio particolare come Emanuele Pensavalle che si muove già da diversi anni in mezzo agli eventi della città con discrezione, simpatia e naturalezza spinto proprio dalla sua curiosità, ricettività verso l’arte e dalla sua amatoriale passione per la fotografia. Tiziana Bonomo di ArtPhotò lo ha conosciuto proprio ai suoi eventi e continuando a notare il suo sottile piacere di stare con gli amici, di conoscere gli artisti, di scoprire le opere gli ha proposto un evento, una festa con la sua raccolta fotografica degli ultimi 3 anni. “Perché in Opening People si colgono, con carezzevole malizia, dei momenti di festa. Sono le inaugurazioni, gli opening dedicati all’arte, il raccogliersi ed il convergere insieme per collettiva curiosità, che rendono vivace, colta e contemporanea al proprio tempo una città.” “Oggi grazie alle innumerevoli fotografie di Emanuele Pensavalle possiamo ricordarci di quanta arte, cultura, creatività ci ha offerto e continua ad offrirci Torino, di quanti bravi artisti ci sono e di quanti ne sono passati, di quanto lavoro, fermento, passione è dentro alla città. Voglia di conoscere, dialogare, confrontarsi. Allora Emanuele riporta in luce sulle sue immagini la contemporaneità della nostra Torino. È il cantastorie visivo di tanti momenti in cui possiamo riconoscerci, rivederci e per un breve attimo concentrarci sul puro piacere di guardare l’arte. Molti gli eventi in cui è protagonista la fotografia ma non solo, così come incontri e performance d’arte e di musica.” “Una documentazione fotografica elegante, eseguita con il garbo di chi sa vedere ed evidenziare le relazioni tra cose e persone, partecipe e affine a coloro che seguono preferibilmente le inaugurazioni legate al mondo dell’arte.
Nelle foto non c’è cattura del soggetto, anzi, c’è l’invito palese a guardare in macchina. A farsi riprendere, a concedersi. Sorprendentemente, il più delle volte, i protagonisti sorridono. Allo stesso modo la spontaneità esecutiva che si incontra in questi scatti, dove luci e composizione si distanziano sempre dalla foto fatta per caso, riflette l’attenzione benevola, quasi premurosa, di Emanuele per coloro che si ritrovano incorniciati nei suoi pixel. Nessuno vi è deriso, nessuno vi è esaltato. Tutti, affettuosamente, collocati sullo stesso piano.”
Immagini raccolte in un catalogo edito da Prinp Editore con testi di Edmondo Bertaina e Tiziana Bonomo.

BIOGRAFIA
Emanuele Pensavalle
Si avvicina alla fotografia all’età di dodici anni quando inizia, come occupazione estiva, a fare il “garzone di bottega” presso lo studio fotografico di Aldo Palazzolo, nella sua città di origine, Siracusa. A quattordici anni è già in grado di utilizzare attrezzature professionali, sviluppare pellicole e stampare foto in bianco e nero, anche se la fotografia è sempre poi rimasta per lui un’attività da svolgere nel tempo libero, per avere qualche soldo in tasca, mai il lavoro principale. Infatti si laurea in ingegneria elettronica all’università di Pisa e inizia la sua carriera di ingegnere inizialmente al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) e successivamente a Torino presso Thales Alenia Space (ex Aeritalia), dove lavora per 24 anni, prima come progettista, poi come "program manager" in numerosi progetti, legati soprattutto all'esplorazione dello spazio e alla realizzazione della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Poi, per sei anni, in qualità di Direttore dei Programmi lavora presso Aviospace, azienda del gruppo Airbus. Attualmente Emanuele è consulente per aziende aerospaziali europee e per organismi istituzionali di sostegno allo sviluppo tecnologico delle imprese piemontesi. Nonostante la scelta iniziale di fare l’ingegnere, Emanuele ha sempre mantenuto viva la sua passione per la fotografia e da qualche anno, con una macchina fotografica (questa volta digitale) ha iniziato a documentare, a indagare, la vita artistica della sua città di adozione, Torino. Emanuele Pensavalle, in occasione di HERE2017, ha inoltre curato la mostra Gli Stati dell’Arte, indagine sul rapporto tra arte e scienza. L’arte per Emanuele Pensavalle è “gesto” e gli artisti coloro in grado di generarlo e quindi, per lui, vivere gli eventi d’arte è partecipare al movimento, all’energia, all’espressione di un gesto collettivo che forma lo spirito artistico di un’intera città.

Mostra "WarlessTheatres" - fotografie di Patrizia Mussa, a cura di Giovanna Calvenzi

14-10-2016 18:17

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Un tempo luoghi di incanto, campi assolati, abitati con austera dignità, patrimoni universali, riserve di cultura e risorse, ora terreni di guerre estranee e inattese, teatri di violenze, brutalità e spregio calcati da orde di attori mendaci al soldo di cacciatori di teste e di tesori occulti.
20 ottobre 2016
PALAZZO GRANERI DELLA ROCCIA - VIA BOGINO 9 - TORINO

INAUGURAZIONE giovedì 20 ottobre 2016 ore 18,30
Con la presenza dell’autrice e della curatrice

APERTURA 21 Ottobre - 6 Novembre 2016

ORARI Lunedì-Giovedì dalle h. 15.00 alle h.19.00
Venerdì dalle h. 11.00 alle 19.00 e su appuntamento
Sabato 5 novembre dalle h. 14.00 alle h. 23.00 Ingresso Libero

ORGANIZZAZIONE TIZIANA BONOMO di ARTPHOTÒ
tizianabonomo@fastwebnet.it - cell. +39 335 7815940

FOTOGRAFIE ©PATRIZIA MUSSA

RASSEGNA STAMPA Torino Sette_La Stampa,La Repubblica,Il Giornale dell'Arte on line,Torino Magazine_facebook, Fiaf Piemonte portale,Gazzetta Torino.it,Myphotoportal_facebook,Torino Magazine del 27ott2016, Contemporary Art http://www.contemporarytorinopiemonte.it/ita/Agenda/Warless-Theatres, TG Piemonte Edizione delle 14.00 19 ottobre 2016 http://www.rainews.it/dl/rainews/TGR/basic/PublishingBlock-8cbbd8fc-3365-4785-a7ec-950b73541553-archivio.html#, Giornale Radio del 20 ottobre 2016 delle h.12.10,GRP Televisione TgMonitor del 26 ottobre h. 18.30 https://www.youtube.com/embed/dCKH-1qbq2I

BACKSTAGE, VERNISSAGE INAUGURAZIONE foto ©Diaz Diego Morales

Il secondo appuntamento autunnale 2016 di ArtPhotò propone, nell’antico palazzo Graneri della Roccia, una preview del nuovo progetto di Patrizia Mussa, autrice internazionale che reduce dalle recenti personali di Milano, Londra e Parigi espone una selezione del suo nuovo progetto “Warless Theatres” : immagini realizzate in Ethiopia, Afghanistan, Yemen. L’esposizione patrocinata dalla città di Torino è curata da Giovanna Calvenzi.

more: COMUNICATO_STAMPA_ULTIMO_WARLESS_THEATRES_10ott2016.pdf (3.44 MB)

TVRAI_TGRPiemonte.jpgTVRAI_TGRPiemonte_bis.jpgSchermata_2016_10_25_alle_13.12.50.jpgGRP_Televisione_26ott2016_tris.jpgGiornale_dell_Arte.jpgTorino_Magazine_facebook.jpgTorino_Sette_14ott2016.jpgLa_Repubblica_20ott2016.jpgGazzetta_Torino_19ott2016_bis.jpgfacebook.com_myphotoportal.jpgFIAF_Piemonte_1.jpgTorino_Magazine_28ott2016_bis.jpg_MG_0111.jpg_MG_0075.jpg_MG_0156.jpg_MG_0166.jpgfotos34.jpg_MG_0203.jpg_MG_0230.jpgfotos29.jpgfotos30.jpg_MG_0215.jpgfotos23.jpg_MG_0174.jpg_MG_0244.jpg

Mostra "Hospitalia. Alla scoperta di tesori da valorizzare" di Elena Franco

03-10-2016 18:01

tags: ArtPhotò, Hospitalia, Elena Franco, fotografia, cura,

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30 Settembre 2016
PRESSO SPAZIO EVENTA - VIA DEI MILLE 42 - TORINO

INAUGURAZIONE Venerdì 30 settembre h. 17.30 Incontro con autrice e curatrice - h.18.30 Vernissage
APERTURA 1 – 14 Ottobre 2016
ORARI Martedì-Venerdì dalle h. 15.00 alle h.19.00 e su appuntamento - Ingresso Libero
ORGANIZZAZIONE TIZIANA BONOMO di ARTPHOTÒ
tizianabonomo@fastwebnet.it - cell. +39 335 7815940
RASSEGNA STAMPA Torino Sette, La Stampa 14ottobre, La Repubblica, Arte.it, Torino Magazine Facebook, Fiaf Piemonte portale,Photoeditors.it, Artapartofculture.it, Borful.it, Artribune, The Mammoth's Reflex
VERNISSAGE INAUGURAZIONE foto ©Diaz Diego Morales

Il primo appuntamento autunnale 2016 di ArtPhotò propone, attraverso Elena Franco, un’autrice riflessiva e perseverante, la fotografia come medium di indagine e come strumento culturale dell'epoca contemporanea. Arriva così a Torino una selezione di immagini tratta dalla sua ampia e approfondita ricerca in progress sugli “ANTICHI OSPEDALI IN EUROPA” a cura di Gigliola Foschi. Un’ulteriore tappa espositiva iniziata a Milano e che a Torino prosegue con le nuove immagini di Arles e
Lessines. per proseguire http://f657.z3portal.com/a/archivio/diary/6496/COMUNICATO_STAMPA_ARTPHOT__finale.docx

http://www.amaci.org/gdc/dodicesima-edizione/hospitaliaalla-scoperta-di-tesori-da-valorizzare-fotografie-di-elena-franco

more: COMUNICATO_STAMPA_ARTPHOT__finale.docx (281.45 KB)

We_Do_the_Rest.jpgArte.it.jpgSchermata_2016_10_15_alle_09.40.05.jpgFiaf_Piemonte.jpgLa_Repubblica_2.jpgLa_Stampa_14ott2016.jpgLa_Stampa_Torino_Sette.jpgPhotoeditors.it_1.jpgArtapartofculture_1.jpgNadirNews.it.jpg14502967_666746716815489_8226821150916734989_n.jpg_MG_9683.jpg_MG_9699.jpg14519891_666746393482188_4138638274374293785_n.jpg14516341_666745563482271_4722971354514554686_n.jpg14502909_666746113482216_830200896048249708_n.jpg14479744_666746170148877_7574300474009291880_n.jpg_MG_9702.jpg10383020_666748210148673_8918546814462783956_n.jpg14469582_666745196815641_4275103071657654856_n.jpg14495322_666744726815688_851865381188062412_n.jpg14517497_666747213482106_7716513960925358082_n.jpg14516333_666747240148770_4065546665763914127_n.jpg

Conferenza Ucid "Migranti e Migrazioni: le sfide per un'Europa nuova"

23-05-2016 14:05

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13 maggio 2016
PRESSO UCID IN CORSO PALESTRO 14 - TORINO
Con l’occasione dell’incontro organizzato dall’Ucid, risulta particolarmente mirato, ad accompagnare il tema sui migranti e le migrazioni, uno dei suoi ultimi progetti, iniziato proprio a Idomeni intitolato "L'Exile et le Royaume".

Intervengono:

 
DOMENICO QUIRICO
 Inviato (di guerra) de La Stampa
SERGIO DURANDO 
Direttore Ufficio Pastorale dei Migranti, Diocesi di Torino.

 
TIZIANA BONOMO di ArtPhotò presenta IVO SAGLIETTI


Idomeni è un villaggio che si trova in Grecia ai piedi della collina Kouri, sulla riva occidentale del fiume Vardar, presso il confine con la Repubblica di Macedonia. A partire dal 2014, i rifugiati scappati dalla guerra civile in Siria, ma anche dall'Afghanistan, dal Pakistan e da altri paesi del Medio Oriente, hanno cominciato a recarsi a Idomeni per attraversare il confine greco ed entrare nella Repubblica di Macedonia. La Macedonia, assieme alla Serbia, è uno dei paesi che fa parte della cosiddetta "rotta balcanica", che i migranti attraversano per giungere in Germania e nei paesi del Nord Europa, come la Svezia. Nel 2015, la Macedonia ha deciso di chiudere le proprie frontiere meridionali limitando gli ingressi a poche centinaia di persone solamente di nazionalità siriana. Questa situazione ha provocato una crisi umanitaria in Grecia, e Idomeni si è trasformata in un grande campo profughi che accoglie, ogni giorno, sempre più persone che intendono attraversare il confine in direzione nord. Nel marzo 2016 la crisi migratoria raggiunge una situazione insostenibile, il campo profughi arriva a raggiungere una quantità di migranti ospitati 10 volte il numero di capienza massima con conseguente chiusura della frontiera da parte della Macedonia. Ciò provoca l’intervento dell'UE e dell'UNHCR e di organizzazioni umanitarie come Medici Senza Frontiere.
Le immagini, che verranno proiettate nella serata, di “L’Exile et le Royaume” sono state scattate da Ivo Saglietti a Idomeni, nel settembre dello scorso anno e che lui ama introdurre con questo testo:

L’Exile et le Royaume : “Quando si parte, perché si parte e verso dove”
Frontiera: dal latino frons, frontis, “fronte” dove gli uomini stanno di fronte.
Quando in un paese c’è sofferenza e guerra ai suoi confini si affollano profughi che dormono nei vagoni e vivono di espedienti, esseri provvisori che possono essere rispediti indietro oppure sognano di andare altrove anche se il loro destino è quello rimanere profughi di confine per tutta la vita.
da Il pensiero Meridiano, Franco Cassano
A settembre dell’anno scorso (2015) sono stato a Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia. Giorni drammatici di pioggia e fango. Ci sono ritornato quest’anno (2016) tra febbraio e marzo e la situazione era cambiata: l’arrivo dei profughi si è moltiplicato, in pochi giorni ho assistito all'arrivo di migliaia di rifugiati in fuga dalla guerra, dalla povertà, dalle polizie e dalle pulizie.
Arrivano e piantano una tenda, spesso piccolissima, dove vivono in tanti; qualcuno ha del denaro, i più vivono grazie all’aiuto delle organizzazioni umanitarie. Si fa la fila, una fila lunghissima, per ricevere un sacchetto con un poco di cibo, un paio di scarpe, una giacca, assistenza medica.
I bambini sono molti, moltissimi, spesso schiacciati tra le gambe degli adulti nelle lunghe file. Li ho visti spesso giocare, rincorrersi e ridere. Ho visto bambine portare pesanti sporte e maschi fascine e legna per il fuoco, la sera attorno ai falò ho ascoltato canti antichi. Ho visto anche fotografi con super grandangolari fare foto a 20 centimetri di distanza dal loro viso; chissà perché poi, l’inquietudine dell’etica oggi è latitante.
Ho assistito al tentativo di sfondare il muro per entrare in Macedonia, fallito tra i gas di probabile costruzione tedesca. Ho assistito, il giorno dopo, all’arrivo di decine di fotografi, cameramen e giornalisti, ma a quel punto non si riusciva più a fare fotografie ed io ho smesso di fotografare.
Ho lavorato in due formati diversi: 120 e 135, in negativo B&N. Ho usato il formato 120 per fotografie di puro paesaggio: Il Paesaggio dell’Esilio, appunto, cercando di raccontare tra filo spinato, abiti stesi, coperte firmate UNHCR e gabinetti chimici, la nostra vergogna di primo mondo. Ivo Saglietti 18.03.2016

Incontro - "Fotografia contemporanea: istruzioni per l'uso" con Pierangelo Cavanna

03-03-2016 18:02

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22 MARZO 2016 H.18.30 ArtPhotò dialoga con Pierangelo Cavanna
PRESSO LIBRERIA BODONI / SPAZIO B VIA CARLO ALBERTO, 41, TORINO

I bravi maestri non si dimenticano mai. Così quando ho rivisto Pierangelo Cavanna, docente del corso di storia della fotografia (due anni!) al quale avevo partecipato negli anni ’90 nella mitica e ormai inesistente libreria Agorà, è stata una grande emozione. Mi è venuto spontaneo pensare di riprendere quel filo sottile fatto di curiosità, ascolto e incanto per far conoscere la sua abilità ad un pubblico curioso di sapere e di porsi delle domande sulla fotografia soprattutto quella contemporanea.
Così nasce l’idea di “Fotografia contemporanea: istruzioni per l’uso”, per interrogarsi su cosa sia ma - ancor prima - su cosa si possa intendere con questo termine.
leggi allegato

more: COMUNICATO_Incontro_ArtPhot__Libreria_Bodoni_22_3_2016__.docx (254.12 KB)

Incontro_con_Pierangelo_Cavanna.jpgP1170269.JPGP1170267.JPGIMG_0295.jpgIMG_0296.jpgIMG_0310.jpgIMG_0318.jpgIMG_0321.jpgIMG_0324.jpg

"I Carta Monelli" visioni di carta di Zito e Tomasinelli

04-05-2016 12:53

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9 Dicembre 2015 H.18
PRESSO ATELIER ZITO - VIA PO 14 - TORINO
e poi il 12,16,19 dicembre musica e bicchierini dalle h. 17 alle 20 ....suonare Zito

Si inizia per gioco, si fantastica per ore, fin da piccoli si curiosa incessantemente e poi si compongono collages. Puro piacere nel vedere il risultato della nostra prima creatività su un pezzo di carta, grande soddisfazione.
Non so se Max Tomasinelli abbia iniziato così ma ha sviluppato questa tecnica fino a farla diventare un vera arte che incanta, seduce e rimanda nel nostro più profondo inconscio, nel nostro immaginario segreto. TB

more: COLLAGES_MT_definitivo.pdf (100.58 KB)

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Mostra "Trame e me" lavori di Max Tomasinelli

11-10-2015 17:53

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21 Ottobre 2015
PALAZZO GRANERI DELLA ROCCIA - VIA BOGINO 9 - TORINO

INAUGURAZIONE Mercoledì 21 Ottobre ore 18.30 Con la presenza dell’autore
APERTURA 22 Ottobre – 8 Novembre 2015
ORARI Martedì-Venerdì dalle h. 10.00 alle h.19.00 Ingresso Libero
CONTATTI ARTPHOTO’ tizianabonomo@fastwebnet.it cell. +39 335 7815940

Artphotò, particolarmente attenta alla valorizzazione di autori noti ed emergenti nel circuito fotografico propone al pubblico le contemporanee immagini e lavori di Max Tomasinelli.

more: COMUNICATO_STAMPA_18_9_2015.docx (4.39 MB)

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Tavola rotonda - "Non ci capisco niente. Arte contemporanea istruzioni per l'uso"

Giovedì 12 febbraio h.18.30 ArtPhotò dialoga con Ettore Molinario e Francesco Poli autore del libro.
PRESSO STUDIO REGOLI E ASSOCIATI - VIA DELLA ROCCA 15 - TORINO

Avvicinarsi all'arte contemporanea e quindi alla fotografia senza pregiudizi.
Seduti al bar Dezzuto dissi : “vorrei parlare a coloro che non capiscono e che mi fanno tante domande” e così Francesco Poli, dopo qualche secondo di silenzio, mi disse: “ho appena scritto un libro che si intitola “Non ci capisco niente”.
Grazie al professor Poli, universitario e noto studioso di arte contemporanea, oggi riusciamo a farci raccontare perché e per chi lo ha scritto. Riusciremo a scoprire di più di quest’arte “contemporanea” che racchiude artisti di fama internazionale e molti del mondo della fotografia. Potremo capire perché la fotografia è un’arte, che cosa ha di contemporaneo e quale è il suo valore.
Sarà Ettore Molinario, collezionista d’arte e di fotografia, ad aiutarmi in questo viaggio di scoperta per far raccontare a Francesco Poli alcune opere, presenti nel libro. Ci faremo incantare dalle storie su Marcel Duchamp, Marina Abramović, Shirin Neshat, e di molti altri artisti presenti nel libro. Opere presentate con un breve ritratto biografico dell’artista, arricchito da alcune curiosità legate all’opera stessa come materiali, tempo di realizzazione, quotazione d’asta.
Dialogo, gioco, curiosità per riempire di domande l’autore e creare un momento di ammaliante conoscenza.






more: invito_12_2_2015.pdf (1.74 MB)

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Incontro "Perché acquistare fotografia. Una storia d'amore" con Ettore Molinario e Guido Bertero.

17-02-2015 18:21

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Martedì 27 gennaio h.18.30 ArtPhotò dialoga con Ettore Molinario e Guido Bertero
PRESSO STUDIO REGOLI E ASSOCIATI - VIA DELLA ROCCA 15 - TORINO

Due percorsi diversi una passione comune come la fotografia per due protagonisti d’eccezione nonché collezionisti come Ettore Molinario e Guido Bertero.
Entrambi hanno iniziato ad interessarsi alla fotografia e ad aver voglia di acquistarla nei primi anni ’90 partendo da due visioni ed esperienze differenti.
Scoprire i loro percorsi, ammirando le immagini delle due collezioni, per avvicinarsi senza timore ma con l’adeguata preparazione
al desiderio di possedere una o tante fotografie.
Tante risposte alle innumerevoli domande che si pone un pubblico attratto dalla fotografia ma, prevenuto sulla possibilità di acquistarla e quindi di averla per il “piacere” di decorare la propria casa o di iniziare un percorso da collezionista.
Due collezionisti si mettono in gioco con le loro storie e le loro meravigliose immagini per parlare con voi.



more: invito_2015.pdf (4.62 MB)

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Mostra "Luci silenti" - fotografie di Patrizia Mussa

11-10-2015 17:45

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18 febbraio 2015
PRESSO SPAZIO EVENTA - VIA DEI MILLE 42 - TORINO

INAUGURAZIONE19 Febbraio ore 18.30 Con la presenza dell’autore
APERTURA 19 Febbraio – 12 Marzo 2015
ORARI Martedì-Venerdì dalle h. 10.00 alle h.17.00 Ingresso Libero
CONTATTI ARTPHOTO’ tizianabonomo@fastwebnet.it cell. +39 335 7815940

Il secondo appuntamento espositivo organizzato da ArtPhotò, al fine di promuovere la fotografia d’autore, è la mostra “Luci Silenti” di Patrizia Mussa.
Gli elementi distintivi del lavoro artistico di Patrizia Mussa sono innegabilmente la ricerca di una luce particolare e la ricerca di una dimensione di un tempo sospeso e irreale che procura in chi guarda l’impressione di un silenzio impalpabile al limite della parola.
Non a caso un intellettuale come Oddone Camerana le ha dedicato un meraviglioso scritto intitolato Silenzi (vedi allegato).
Le fotografie esposte in mostra fanno parte di due lavori distinti ma entrambi mettono a fuoco di Patrizia Mussa tutta la sua interpretazione d’autore, la sua esperienza di fotografa di architettura e la sua abilità tecnica.
La luce è dunque “anima e verità di un luogo” che la fotografa “ascolta” ogni volta che si confronta con soggetti diversi e che amplifica il silenzio originario degli spazi fotografati.
In mostra sono esposte le fotografie tratte da “Teatri” e da “Le Temple du Soleil”.

more: Comunicato_Stampa_ArtPhot__P.Mussa_5_2_2015.doc (410 KB)

EVENTA_mussa.jpgFIF__2015_02_16_alle_22.11.42.jpgweb.jpgLa_Stampa_x_Mussa_19_2_2015.jpgIMG_8426.jpgIMG_8427.jpgLa_Repubblica_mostra_Mussa_Marisa_Pagliero_19_2_2015.jpgUndo.Net.jpgUndo.Net_1_mostra_Mussa_.jpgUndo.Net_2.jpg

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