ArtPhotò

LA VIOLENZA Dialogo con Alfredo Bosco e Domenico Quirico al Polo del '900.

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VIOLENZA DEGLI UOMINI DELLA NATURA
ArtPhotò coglie l’occasione del riconoscimento ad Alfredo Bosco, per il suo progetto “Forgotten Guerrero”, del premio speciale “For Humanitarian Photography” del Comitato Internazionale della Croce Rossa al concorso Andrea Stenin a Mosca e del Visa d’Or Humanitarian Award ICRC nel 2020 al festival di fotografia Visa Pour l’Image, per il dialogo ormai annuale con Domenico Quirico. Dialogo nato nel 2017 per mettere insieme le testimonianze di immagini e parola. Iniziato con Ferdinando Scianna sul tema del “dolore” per proseguire con Ivo Saglietti su quello della “rivoluzione” e l’anno scorso con Marco Gualazzini, vincitore del WPP sull’”Africa”. Quest’anno è Alfredo Bosco che dialoga con Domenico Quirico sul tema della violenza al Polo del ‘900.
“La parola di Quirico incontra le immagini di Bosco cercando di descrivere la forza impietosa della violenza, dell’uomo sull’uomo. La violenza paralizza le sue vittime con la paura per sé, per i propri cari, per intere popolazioni. Ha molti volti che prosciugano di lacrime l’uomo falciandone dignità rispetto compassione. Alfredo Bosco, fotoreporter, dice “bisogna mostrare la violenza per comprenderla “e Domenico Quirico dice che “per raccontare la violenza, ritrovarne l'orma e sentirne l'eco si deve pagare un prezzo”. La malvagità, la brutalità della violenza spesso indossa gli abiti della morte e diventa protagonista nelle guerre, contrabbandi, povertà, dolore. Bosco e Quirico, testimoni, guardano con la stessa prospettiva per farci conoscere e comprendere.” TB.
Un dialogo per parlare dei “molti volti” della violenza di quanto avviene in diverse parti del mondo dal Messico al Donbass, tutte situazioni che hanno radici lontane nel nostro inquietante, affascinante, storico ‘900. Modera l’incontro Tiziana Bonomo di ArtPhotò.



SCHEDA INFORMATIVA
Quando 4 novembre 2020 ore 18
Cosa Incontro in streaming con Alfredo Bosco e Domenico Quirico
Dove La diretta dal Polo del '900 sulle pagine Facebook di ArtPhotò https://www.facebook.com/artphotobonomo/ e del Polo del ‘900 https://www.facebook.com/ilpolodel900 e su You Tube di ArtPhotò https://www.youtube.com/channel/UC0B_XsXpHiy7mOouij3WDew
L’evento inizialmente previsto in Sala ‘900 il recente DPCM del 25/10/2020 pone alcune limitazioni allo svolgimento degli eventi; in ragione delle ultime disposizioni, non è più consentita l'apertura al pubblico delle iniziative che si svolgono negli spazi del Polo del ‘900, nemmeno su prenotazione nominale.

INFO E CONTATTI
Artphotò di Tiziana Bonomo
Telefono +39 335.781.59.40
Email info@artphotobonomo.it

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CS_Incontro_4nov2020_Violenza_Bosco_Quirico.pdf (4.96 MB)

RIVOUZIONI
Incontro con Ivo Saglietti e Domenico Quirico

date » 27-09-2018 08:42

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tags » Incontro, ArtPhotò, artphotobonomo, Rivoluzioni, Ivo Saglietti, Domenico Quirico, fotografia,

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Continua il dialogo tra chi scrive e chi fotografa, tra la parola e l’immagine.
Domenico Quirico ha accettato di condurre per ArtPhotò una serie di incontri sui temi che più lo rendono noto al grande pubblico come giornalista, narratore della sofferenza umana, esperto conoscitore di guerre e conflitti di tutto il vicino e medio oriente e dell’Africa con la migrazione. La sua convincente scrittura a confronto con quella altrettanto efficace di alcuni grandi fotoreporter. Fa da trait d’union nei confronti di fotografi che hanno fatto e fanno grande la storia del foto-reportage.
Dopo Ferdinando Scianna prosegue il racconto con un maestro del reportage, un testimone silente, audace, sempre presente in fatti che hanno rivoluzionato la Storia,uno straordinario, umano fotoreporter: Ivo Saglietti. È già conosciuto da molti di voi ma in questo contesto il tema dell’incontro è più incisivo che mai: RIVOLUZIONI!

IVO SAGLIETTI
È tra i pochi fotografi italiani ad avere vinto per ben tre volte un premio al World Press Photo. Nei primi anni Settanta Ivo Saglietti (Tolone, 1948) inizia a lavorare in Italia come regista, realizzando documentari su temi sociali. Dal 1978 si dedica esclusivamente alla fotografia di reportage, documentando le realtà sociali e politiche più critiche in diverse aree del mondo: Nicaragua, Cuba, Cile, Libano, Palestina, Colombia, Haiti, Uganda, Tanzania, Benin, Macedonia, Marocco, Kosovo, Uzbekistan, Nigeria. Tra i suoi progetti più importanti ricordiamo quello realizzato in Cile tra il 1986 e il 1988, durante l’ultimo periodo della dittatura di Pinochet. All’inizio degli anni Novanta, Saglietti è in America Latina, in occasione dei cinquecento anni dalla scoperta dell’America, per una nuova ricerca dalla quale nasce la mostra Fotografie dal Nuovo Mondo. Nel 2004 inizia a lavorare a The Big Three, un progetto sulle tre grandi malattie endemiche – tubercolosi, malaria, AIDS – che ancora oggi colpiscono soprattutto i paesi più poveri del mondo.
Nel 2000 diventa membro dell’agenzia tedesca Zeitenspiegel e nel 2005 dell’agenzia Prospect.
Ha pubblicato ed esibito il suo lavoro in tutto il mondo e nel corso della sua lunga carriera ha ricevuto molti prestigiosi riconoscimenti, tra cui il World Press Photo, il premio Enzo Baldoni e il premio Chatwin Occhio Assoluto. Lavora con Zeitenspiegel, un’agenzia tedesca nata 30 anni fa dalla visione del fotografo Uli Rheihardt.

DOMENICO QUIRICO
E’ giornalista de La Stampa, responsabile degli esteri, corrispondente da Parigi e ora inviato. Ha seguito in particolare tutte le vicende africane degli ultimi venti anni dalla Somalia al Congo, dal Ruanda alla primavera araba. Nell'agosto 2011 è stato rapito in Libia e liberato dopo due giorni. Il 9 aprile 2013, mentre si trovava in Siria come inviato di guerra, di lui si perde ogni traccia. La prima notizia del suo rapimento giunge il 6 giugno quando viene diffusa la notizia che Quirico è ancora vivo. Viene infine liberato l'8 settembre 2013, dopo 5 mesi di sequestro, grazie ad un intervento dello Stato Italiano e infine riportato a casa. È stato 22 ore in mare, gomito a gomito con 113 ragazzi tunisini stipati in una barca di 10 metri. Tutto per raccontare, «nella maniera più onesta possibile», l’odissea di questi giovani. «Siamo abituati ai silenzi di Domenico, che si ripetono quasi in ogni suo viaggio, tanto che l’ultima volta che era stato in Mali non lo avevamo sentito per sei giorni. Fanno parte del suo modo di muoversi e di lavorare... La sua strategia è viaggiare da solo, tenendo un profilo bassissimo e mimetizzandosi tra le popolazioni» (Mario Calabresi). Ha vinto nel 2018 il Premio Terzani per la letteratura, nel 2017 il Premio per la letteratura Albatros, i premi giornalistici Cutuli e Premiolino, nel 2013, il prestigioso Premio Indro Montanelli. Ha scritto quattro saggi storici per Mondadori: Adua, Squadrone bianco, Generali, Naja e Primavera Araba per Bollati Boringhieri. Presso Neri Pozza ha pubblicato: Ombre dal fondo, Esodo. Storia del nuovo millennio, Il Grande Califfato, Il paese del male e Gli Ultimi: la magnifica storia dei vinti. Ha scritto con Laterza: Succede ad Aleppo.

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Conferenza Ucid "Migranti e Migrazioni: le sfide per un'Europa nuova"

date » 23-05-2016 14:05

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13 maggio 2016
PRESSO UCID IN CORSO PALESTRO 14 - TORINO
Con l’occasione dell’incontro organizzato dall’Ucid, risulta particolarmente mirato, ad accompagnare il tema sui migranti e le migrazioni, uno dei suoi ultimi progetti, iniziato proprio a Idomeni intitolato "L'Exile et le Royaume".

Intervengono:

 
DOMENICO QUIRICO
 Inviato (di guerra) de La Stampa
SERGIO DURANDO 
Direttore Ufficio Pastorale dei Migranti, Diocesi di Torino.

 
TIZIANA BONOMO di ArtPhotò presenta IVO SAGLIETTI


Idomeni è un villaggio che si trova in Grecia ai piedi della collina Kouri, sulla riva occidentale del fiume Vardar, presso il confine con la Repubblica di Macedonia. A partire dal 2014, i rifugiati scappati dalla guerra civile in Siria, ma anche dall'Afghanistan, dal Pakistan e da altri paesi del Medio Oriente, hanno cominciato a recarsi a Idomeni per attraversare il confine greco ed entrare nella Repubblica di Macedonia. La Macedonia, assieme alla Serbia, è uno dei paesi che fa parte della cosiddetta "rotta balcanica", che i migranti attraversano per giungere in Germania e nei paesi del Nord Europa, come la Svezia. Nel 2015, la Macedonia ha deciso di chiudere le proprie frontiere meridionali limitando gli ingressi a poche centinaia di persone solamente di nazionalità siriana. Questa situazione ha provocato una crisi umanitaria in Grecia, e Idomeni si è trasformata in un grande campo profughi che accoglie, ogni giorno, sempre più persone che intendono attraversare il confine in direzione nord. Nel marzo 2016 la crisi migratoria raggiunge una situazione insostenibile, il campo profughi arriva a raggiungere una quantità di migranti ospitati 10 volte il numero di capienza massima con conseguente chiusura della frontiera da parte della Macedonia. Ciò provoca l’intervento dell'UE e dell'UNHCR e di organizzazioni umanitarie come Medici Senza Frontiere.
Le immagini, che verranno proiettate nella serata, di “L’Exile et le Royaume” sono state scattate da Ivo Saglietti a Idomeni, nel settembre dello scorso anno e che lui ama introdurre con questo testo:

L’Exile et le Royaume : “Quando si parte, perché si parte e verso dove”
Frontiera: dal latino frons, frontis, “fronte” dove gli uomini stanno di fronte.
Quando in un paese c’è sofferenza e guerra ai suoi confini si affollano profughi che dormono nei vagoni e vivono di espedienti, esseri provvisori che possono essere rispediti indietro oppure sognano di andare altrove anche se il loro destino è quello rimanere profughi di confine per tutta la vita.
da Il pensiero Meridiano, Franco Cassano
A settembre dell’anno scorso (2015) sono stato a Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia. Giorni drammatici di pioggia e fango. Ci sono ritornato quest’anno (2016) tra febbraio e marzo e la situazione era cambiata: l’arrivo dei profughi si è moltiplicato, in pochi giorni ho assistito all'arrivo di migliaia di rifugiati in fuga dalla guerra, dalla povertà, dalle polizie e dalle pulizie.
Arrivano e piantano una tenda, spesso piccolissima, dove vivono in tanti; qualcuno ha del denaro, i più vivono grazie all’aiuto delle organizzazioni umanitarie. Si fa la fila, una fila lunghissima, per ricevere un sacchetto con un poco di cibo, un paio di scarpe, una giacca, assistenza medica.
I bambini sono molti, moltissimi, spesso schiacciati tra le gambe degli adulti nelle lunghe file. Li ho visti spesso giocare, rincorrersi e ridere. Ho visto bambine portare pesanti sporte e maschi fascine e legna per il fuoco, la sera attorno ai falò ho ascoltato canti antichi. Ho visto anche fotografi con super grandangolari fare foto a 20 centimetri di distanza dal loro viso; chissà perché poi, l’inquietudine dell’etica oggi è latitante.
Ho assistito al tentativo di sfondare il muro per entrare in Macedonia, fallito tra i gas di probabile costruzione tedesca. Ho assistito, il giorno dopo, all’arrivo di decine di fotografi, cameramen e giornalisti, ma a quel punto non si riusciva più a fare fotografie ed io ho smesso di fotografare.
Ho lavorato in due formati diversi: 120 e 135, in negativo B&N. Ho usato il formato 120 per fotografie di puro paesaggio: Il Paesaggio dell’Esilio, appunto, cercando di raccontare tra filo spinato, abiti stesi, coperte firmate UNHCR e gabinetti chimici, la nostra vergogna di primo mondo. Ivo Saglietti 18.03.2016

Incontro - "Fotografia di reportage: due fotoreporter a confronto" con Ivo Saglietti e Andreja Restek

date » 18-04-2016 08:46

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27 APRILE 2016 H.18.30 ArtPhotò dialoga con Ivo Saglietti e Andreja Restek
PRESSO LIBRERIA BODONI/SPAZIO B VIA CARLO ALBERTO 41, TORINO

Ivo Saglietti, uno dei più grandi autori italiani di fotoreportage, con quasi 40 anni di carriera in corso che ha vinto per ben tre volte un premio al World Press Photo e Andreja Restek, giornalista fotoreporter da oltre 15 anni, fondatrice e direttrice di APR news, quotidiano on line e fondatrice dell’Onlus “L’ambulanza dal cuore forte”: due fotoreporter, due esperienze, due visioni a confronto in un incontro organizzato da ArtPhotò.


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Comunicato_stampa_Incontro_27_Aprile_Libreria_Bodoni.pdf (0.72 MB) Allevents.in_Turin_aprile_2016.pdf (0 B) Bortolozzo_Camera_doppia_28_aprile_2016.pdf (102.36 KB)

IMG_0663.jpgIMG_0627__3_.jpgSchermata_2016_04_01_alle_18.42.15.jpgWe_Do_The_Rest_di_Fulvio_Bortolozzo_Facebook.jpgfoto___Ivo_Saglietti_Potocari_Memorial__Srebrenica__Bosnia__2011_July_world_press_photo.jpgfoto___Ivo_Saglietti_Kosovo_1989_2001.jpgIMG_0627.jpgAndreja_Restek_2.jpg27aprile2016_1030299.jpg1914773_1522659038043198_1652466186549425922_n.jpg27aprile2016_1030300.jpg27aprile2016_1030302.jpgAndreja_Restek_1.jpgfoto___Ivo_Saglietti_Idomeni_migranti_dalla_Siria_2015.jpg

Mostra "Ilva di Cornigliano"- fotografie di Ivo Saglietti e Federica de Angeli

date » 09-04-2015 23:45

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16 Gennaio 2015
PRESSO SPAZIO EVENTA - VIA DEI MILLE 42 - TORINO

INAUGURAZIONE18 Febbraio ore 18.30 Con la presenza degli autori
APERTURA17 Gennaio – 9 Febbraio 2015
ORARI Martedì-Venerdì dalle h. 10.00 alle h.17.00 Ingresso Libero
CONTATTI ARTPHOTO’ tizianabonomo@fastwebnet.it cell. +39 335 7815940

Il primo appuntamento di ArtPhotò 2015 presenta immagini di reportage con l’obiettivo di proporre un autore di fama internazionale, Ivo Saglietti, che utilizza un altro interessante e significativo linguaggio della fotografia.
Ivo Saglietti, fotoreporter è da sempre attratto da complesse situazioni sociali che nel caso di Ilva Cornigliano lo spingono ad unirsi alla sua amica fotografa Federica De Angeli per affrontare il progetto in mostra.
Ilva Cornigliano è un viaggio, documentario e visionario, attraverso le aree un tempo occupate dal più importante stabilimento siderurgico nazionale. E’ già stato presentato nel 2012 a GenovaFotografia sostenuto dall’assessore alla cultura Ranieri.
Tutto parte agli inizi degli anni 2000, terminata l'era delle grandi industrie a partecipazione statale, e con il passaggio ad una fase post-industriale, Genova ritorna ad essere un importante crocevia commerciale con una forte vocazione turistica. Cornigliano, superati i difficili giorni della crisi operaia, tenta di riacquistare una nuova fisionomia in un rinnovato equilibrio socio-urbanistico.
Nel 2005 la chiusura dell'altoforno comporta un miglioramento delle condizioni ambientali. Sempre nello stesso anno è firmato l'accordo definitivo con l'impresa ILVA (Gruppo Riva), che riconsegna oltre 300.000 m2 alla disponibilità pubblica.
Nel 2006 iniziano le demolizioni delle strutture presenti nelle aree da restituire alla città.
Tra il 2006 e il 2008 Ivo Saglietti e Federica De Angeli riprendono le immagini di questo cambiamento, realizzando la documentazione fotografica dedicata alla dismissione degli impianti produttivi....leggi allegato

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COMUNICATO_STAMPA_cornigliano_ARTPHOTO_.pdf (502.61 KB)

11.jpeg13.jpeg12.jpeg9.jpeg8.jpeg6.jpegIMG_8270.JPGIMG_8271.JPGInvito_ArtPhoto_Ilva_Cornigliano.jpgIMG_8314.JPGIMG_8273.JPG5.jpegFif_mostra_Ivo_16_1_2015_alle_18.13.35.jpg21.jpeg17.jpeg16.jpeg15.jpeg14.jpeg18.jpeg19.jpeg22.jpeg20.jpeg2.jpeg3.jpeg

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